mercoledì 25 gennaio 2012

La Qualità? è un investimento, non un costo!

Ancora oggi molti "attori" del sistema imprenditoriale ed economico italiano hanno una visione distorta del concetto di "qualità" aziendale: nonostante tutti si riempiano la bocca con questa comoda e attraente parola, in realtà pochissimi sanno cosa sia la QUALITA'.

Siamo ancora - e purtroppo - legati all'idea che la qualità sia assimilabile ad una catena di montaggio e ad un controllo sterile della rispondenza a standard produttivi.

In realtà il concetto di qualità si è evoluto con i tempi, esattamente come le richieste dei clienti e le esigenze delle "organizzazioni".

Ecco quindi che oggi si deve correttamente tendere ad unificare la QUALITA' ATTESA, la QUALITA' EROGATA e la QUALITA' PERCEPITA: il cliente non vuole giudicare processi e interrelazioni operative, ma si attende un prodotto/servizio anche superiore alle sue attese.

Pertanto le organizzazioni che investono in qualità hanno una serie di vantaggi competitivi:

1) rientrano in un "Club delle eccellenze" riconosciuto a livello mondiale (lo standard ISO è riconosciuto in 156 paesi);

2) gestiscono meglio le mutevoli esigenze del cliente;

3) monitorano le aree Premium e quelle critiche in tempi più rapidi;

4) innalzano la propria immagine oltre il target di mercato di riferimento;

5) accedono a bandi di finanziamento e a committenze superiori;

6) eliminano sprechi e costi di "non qualità".

Ecco perchè un (vero) imprenditore deve finalmente capire che la qualità è un INVESTIMENTO e non un costo!


Dr. Roberto Ardizzi

Consulente Sistemi di gestione Qualità e Sicurezza

lunedì 23 gennaio 2012

Statistica aggiornata Aziende con SGQ

Si riportano di seguito i dati più recenti (novembre 2011) elaborati dal centro studi di Accredia, in merito ai siti certificati in Italia e alle relative Normative:

1) AVSQ MIA - 4

2) BS OHSAS 18001 - 6061

3) ISO-IEC 20000/1 - 20

4) UNI CEI ISO 27001 - 269

5) UNI EN 9100 - 294

6) UNI EN ISO 13485 - 1230

7) UNI EN ISO 14001 - 16008

8) UNI EN ISO 3834 - 794

9) UNI EN ISO 9001 - 133301

Totale siti certificati: 157983

sabato 7 gennaio 2012

Buon inizio!!



A tutti voi un sincero Augurio di un inizio anno scoppiettante...


Dr. Roberto Ardizzi

venerdì 23 dicembre 2011

Auguri di Buone Feste


Tanti Tanti Auguri di serene festività.



Roberto Ardizzi

lunedì 1 agosto 2011

Contributi per la certificazione di qualità delle Imprese



La Camera di Commercio di Pescara ha pubblicato il seguente: ’Bando per concessione di contributi per la certificazione di qualità delle imprese’.

A tale scopo ha predisposto uno stanziamento pari a Euro 50.000.
Il contributo di cui al presente bando e' concesso a titolo di rimborso per il conseguimento di:


1. UNI EN ISO 9001:2008;

2. UNI EN ISO 14001:2004;

3. UNI EN ISO 22000:2005;

4. ECOLABEL TURISMO;

5. SA 8000;

6. UNI 11020:2002;

7. UNI 10939:2001;

8. Per l’ottenimento della registrazione EMAS II;

9. OHSAS 18001;

10. BRC e IFS.

Il contributo richiesto non puo' essere inferiore ad Euro 200. Tutti i requisiti devono permanere almeno fino al momento della concessione del contributo. Il richiedente, nel caso di richiesta di contributo per una o piu' delle certrificazioni, deve presentare domande di contributo separate.
L’entita' del contributo e' calcolata nella misura del 20%.
Il massimale di ogni contributo e' fissato nella misura di Euro 2600 per ogni richiesta.I contributi sono concessi nell’ordine cronologico di presentazione delle domande, fino all’esaurimento dei fondi.Il termine ultimo di presentazione delle domande e' previsto per il 30 settembre 2011.

Dr. Roberto Ardizzi
Consulente Sistemi Gestione Qualità e Sicurezza

giovedì 21 luglio 2011

Dati primo semestre 2011 - Sicurezza sul lavoro

Nel periodo da Gennaio a Giugno 2011 sono stati registrati 255 casi di infortuni mortali sul lavoro.

Rispetto al primo semestre del 2010 si registra un incremento del 17%: da Gennaio a Giugno dell’anno scorso sono stati registrati 218 casi di infortunio mortale sul lavoro.

Dai valori degli indici di incidenza, relativi ai casi di morte per regione rispetto a un milione di occupati, si nota che le regioni con indice più elevato sono Valle d’Aosta (con indice di incidenza maggiore pari a 53,2), Abruzzo, Basilicata e Molise.

L’indice di incidenza medio, ovvero il numero di infortuni mortali ogni milione di occupati considerando la media di tutte le regioni, risulta pari a 15,6.

Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto sono le regioni più colpite da infortuni mortali sul lavoro sul totale dei casi: la Lombardia registra 37 casi (11 in più rispetto a maggio) e un’incidenza del 14,5%, l’Emilia Romagna registra 22 casi e un’incidenza dell’8,6%, Piemonte e Veneto registrano entrambi 21 casi e un’incidenza dell’8,2%.

Il Centro registra la maggior casistica di infortuni mortali: 82 casi con un’incidenza del 32,2%. A seguire il Nord-ovest con 70 casi, il Sud con 38, Nord-est 35 e le Isole 30.

La principale causa di morte è per caduta di persona dall’alto con 63 casi (24,7% di incidenza sul totale), seguita da ribaltamento di veicolo/mezzo in movimento con 56 casi (22%) e da caduta dall’alto di gravi/schiacciamento con 51 casi (20%).

I settori più colpiti sono agricoltura, caccia, pesca, silvicoltura con il 38% e 97 casi, e il settore delle costruzioni con il 23,1% e con 59 casi.

I casi di morte di lavoratrici risulta pari a 6 con un’incidenza del 2,4% sul totale. I casi di morte di lavoratori stranieri risultano 32 con un’incidenza pari a 12,6%.- La fascia di età più colpita va dai 40 ai 49 anni con il 23,3% dei casi sul totale. A seguire le fasce d’età dai 50 ai 59 (22,9%) e dai 30 ai 39 (17,4%).

La maggior parte di lavoratori stranieri coinvolti in infortuni mortali provengono da Romania (43,8%) e Albania (15,6%).

I giorni della settimana in cui avvengono più infortuni sono il martedì (18,4% sul totale dei casi), il lunedì e il giovedì (18%).

La Provincia con il maggior numero di casi di infortuni mortali risulta Milano (11), a seguire Torino e Brescia (8).

Dai valori degli indici di incidenza, relativi ai casi di morte per provincia rispetto a un milione di occupati, si nota che le Province con indice più elevato sono L’Aquila (con indice di incidenza maggiore pari a 53,9), Aosta, Gorizia e Savona.


Dr. Roberto Ardizzi

Consulente Sistemi Gestione Qualità e Sicurezza

Dati estrapolati dall'Osservatorio di Vega Engineering

lunedì 16 maggio 2011

Il Falso mito della "Qualità volontaria"



La certificazione di qualità a fronte di una Norma ISO rappresenta uno standard applicato e riconosciuto in oltre 200 paesi nel mondo.
Tuttavia – in Italia – essa è considerata ancora un “sistema” volontario, affidato al buon senso e alla lungimiranza dell’imprenditore “illuminato”.
In realtà questa interpretazione – quanto mai forzata e di comodo – è quanto di più lontano dalla realtà odierna!
Infatti basta guardare come le grandi aziende si comportano nei confronti dei loro “fornitori” per capire immediatamente come stiano le cose.
Tutte le grandi “organizzazioni” hanno un SGQ (Sistema Gestione Qualità) certificato secondo uno standard ISO (aziendale, ambientale, di sicurezza, di responsabilità sociale, ecc) e di conseguenza, per rispondere ad un espresso dettato delle norme, devono qualificare i propri fornitori secondo dei parametri misurabili.
Il primo e più importante di questi è la certificazione di qualità!
Cioè: se vuoi essere mio fornitore (collaboratore, sub appaltatore, collega, ecc) DEVI possedere uno standard che “colloqui” con il mio, così da avere obiettivi aziendali comuni e ridurre – entrambi – le problematiche legate ad una cattiva gestione dei processi.
Gli esempi che si possono riportare sono infiniti:
▪ Nel settore sanitario le ASL richiedono ai laboratori d’analisi una certificazione ISO, sia per continuare ad avere le prestazioni convenzionate che per ottenere l’accreditamento Regionale (si veda il caso della Regione Abruzzo);
▪ Nel settore della formazione professionale le Province e le Regioni “filtrano” gli Enti sulla base della certificazione ISO 9001, oltre che su parametri strutturali;
▪ Le grandi aziende di Stato utilizzano come fornitori soltanto chi sviluppa un sistema gestione qualità conforme agli standard internazionali;
▪ Per garantire la completa sicurezza (amministrativa e legale) dell’impresa, è stata implementata una norma, la cui riconoscibilità è sancita anche da uno sgravio previsto dall’INAIL (la OHSAS 18001);
▪ Per poter accedere a Bandi pubblici e finanziamenti (da quelli locali e quelli Comunitari) la certificazione ISO rappresenta un “punteggio premiante”.

Ecco che – quindi – la QUALITA’ è la vera e unica leva differenziale rispetto ai competitor e nei confronti della propria committenza, a monte e a valle.
Inoltre – come accaduto anni fa per la Sicurezza con l’avvento della Legge 626 – quando tutte le aziende saranno costrette per legge a certificarsi, i costi subiranno un’impennata esponenziale!
Meditate imprenditori…..meditate!


Dr Roberto Ardizzi

Studio di Consulenza sistemi gestione qualità e sicurezza